
L’etichetta di un integratore alimentare non è uno spazio pubblicitario, ma un elenco di informazioni obbligatorie: gli ingredienti e le loro quantità, la dose giornaliera consigliata, le avvertenze, il lotto, la scadenza. Ogni numero che vi compare ha un significato ben delimitato — e con quella logica due prodotti si possono confrontare in modo sensato.
L’ordine degli ingredienti è un elenco per peso
Gli ingredienti si indicano dalla quantità maggiore alla minore, quindi la prima voce è quella di cui nel prodotto ce n’è di più. In EXTRA nel miele al primo posto c’è il miele — 95 grammi su cento grammi di prodotto — e solo dopo arrivano gli estratti di funghi: reishi 2 g, hericium 0,6 g e via così fino al cordyceps con 0,4 g. L’ordine, da solo, rivela quindi se il veicolo costituisce la maggior parte del contenuto oppure soltanto una frazione.
«Per 100 g» e «per dose» sono due numeri diversi
Nei prodotti in pasta la tabella degli ingredienti ha due colonne e si può confrontare soltanto il simile con il simile. La dose di EXTRA nel miele è di 9 grammi, cioè un cucchiaino — in altri prodotti può essere anche più piccola, per esempio IMUNO – JUNIOR in miele ne ha 7 g: in EXTRA nel miele da quella dose risultano 180 mg di estratto di reishi, 54 mg di hericium e 40,5 mg di maitake. Nella stessa dose di BAMBOO in miele ci sono 633 mg di estratto di bambù. La seconda colonna è quella pratica — dice che cosa mangiate, non che cosa c’è nel vasetto.
La percentuale di VNR e la voce «di cui»
VNR sta per valore nutritivo di riferimento — un valore di confronto per un adulto medio, fissato dalla normativa europea. Esiste soltanto per le vitamine e i minerali: nelle capsule HAIR BEAUTY la biotina è presente con 100 µg (200 % del VNR) e il calcio con 40 mg (5 % del VNR). Per gli estratti di funghi e di erbe la percentuale non la trovate, perché per loro un VNR non è stato fissato.
La riga rientrata che comincia con «di cui» non è un doppione: la prima riga è la materia prima, la seconda la sostanza che in essa viene monitorata. In TREMELLA GLOW ci sono 140 mg di estratto di acerola e, di cui, 35 mg di vitamina C, poi 100 mg di carbonato di calcio e, di cui, 40 mg di calcio. Schiacciare le due righe in una sola è l’errore più frequente nella lettura delle etichette; qui la differenza è rispettivamente di quattro volte e di due volte e mezzo.
Estratto o fungo macinato?
Il fungo secco macinato è l’intero corpo fruttifero ridotto in polvere, parete cellulare di chitina compresa. L’estratto nasce invece estraendo dalla sostanza secca, con un solvente, un determinato gruppo di sostanze ed eliminando il resto; il solvente è acqua calda oppure etanolo. Una buona etichetta dice quindi anche da che cosa si è estratto — nelle capsule HAIR BEAUTY è indicato «estratto dal corpo fruttifero di Ganoderma lucidum». Un rapporto di concentrazione 10:1 significa che da dieci chilogrammi di sostanza secca è nato un chilogrammo di estratto.
Standardizzazione: un numero che si può controllare
L’indicazione «50 % di polisaccaridi» è una standardizzazione — con essa il produttore garantisce quanto di quel gruppo di sostanze è presente nell’estratto, e un laboratorio lo sa verificare. Le capsule REISHI contengono 500 mg di estratto per capsula con un contenuto garantito del 50 % di polisaccaridi e del 10 % di triterpeni, quindi per capsula risultano 250 mg di polisaccaridi e 50 mg di triterpeni. I polisaccaridi sono però un gruppo ampio, nel quale rientrano sia i beta-glucani sia gli alfa-glucani e altre catene zuccherine — cinquanta per cento di polisaccaridi non è quindi cinquanta per cento di beta-glucani.
Beta-glucani e triterpeni sono due chimiche diverse
I beta-glucani sono i polisaccaridi della parete cellulare dei funghi: una catena di unità di glucosio unite da un legame beta-1,3, alla quale si agganciano ramificazioni più corte con un legame beta-1,6. La lunghezza della catena, il grado di ramificazione e il peso molecolare variano da specie a specie — il beta-glucano del reishi non è la stessa molecola del beta-glucano del maitake, anche se sull’etichetta le due voci si chiamano allo stesso modo. Nella parete cellulare restano legati saldamente e in acqua non si sciolgono da soli, perciò per liberarli si usa l’acqua calda.
I triterpeni sono un gruppo diverso: sostanze lipofile, che in acqua si sciolgono a fatica e che si estraggono con l’alcol. Nel reishi sono proprio loro a dare all’estratto il caratteristico gusto amaro, quindi l’amaro è un segno della composizione, non un difetto. E poiché ciascun gruppo si ottiene in modo diverso, l’estrazione viene a volte condotta in due fasi — da qui le due percentuali sull’etichetta invece di una.
Resta il testo in piccolo sotto la tabella: il lotto e la scadenza, il termine entro cui consumare dopo l’apertura (nei prodotti al miele quattro mesi), l’involucro vegetale delle capsule in idrossipropilmetilcellulosa e il limite di età, che cambia da prodotto a prodotto. L’etichetta non promette nulla, descrive — che cosa c’è nella confezione, in quale quantità e in quale forma. E in questo c’è più informazione che in un unico grande numero sul fronte.